Latitudine obliqua 21/11/03 Dall’urna cineraria berrai polveri; Il passato avvolto in rocchetto di filo spinato La lingua colma di catrame soffoca; Ma il teschio del sole impera sempre Sopra il fiele che l’escreato emana Su statue immobili di fango; Nel fossile stagno dei pensieri Defunto senno del comprendere. Oh, quanto fu vano perire per un mazzo di finte rose; Adulati da un fiocco di neve acerbo Scioglierai la ragione da catene In questa latitudine obliqua. Roberta Vasselli Venezia,21 novembre 2003